mercoledì 20 gennaio 2010

"Codice Blackbird" di Heather Graham



Trama:

Tornando in famiglia per la tipica festa irlandese di St. Patrick, Moira Kelly non immagina certo di trovarsi al centro di un dramma che affonda le sue radici in una realtà e in un tempo molto lontani. Ma un cerchio di misteri e di delitti sembra stringersi sempre di più attorno al Kelly's Pub, e Moira sarà costretta a sospettare di tutti, anche di coloro che le sono più cari. Solo quando la sua stessa vita sarà in pericolo scoprirà quali sono gli amici, e quali i nemici...

Parere Personale:
Un giallo a tinte rosa come molti altri, anche se davvero carino. Certo con qualche pecca qua e là ma tutto sommato una piacevole lettura.
In questa storia ho apprezzato molto il ritmo crescente della tensione che Moira avverte intorno a sè e alla sua famiglia, arriva persino a dubitare del suo stesso fratello , ma non si rende conto che fra tutti i possibili colpevoli proprio l'unico insospettabile è proprio il responsabile.
La storia di dilunga forse un pò troppo sul sentimento di amore eterno verso la bella Irlanda, isola che ha visto fin dall'antichità una scia di delitti in nome della libertà e dell' indipendenza del suo popolo. La storia di Moira si intreccia a quella di Danny, che ha vissuto in primissima persona la violenza del terrorismo che gli ha distrutta la famiglia e in un certo qual modo gli ha anche modificato la vita, tanto da renderlo un uomo profondamente misterioso.
Fra i vari personaggi che popolano questo libro, Danny è forse quello a cui la Graham si dedica un pò di più nella introspezione psicologica anche se leggendo si ha la sensazione di non aver proprio capito che tipo di uomo sia. Mentre in tutti gli altri personaggi , (compresa Moira che è la protagonista) sono come comparse, manca la profondità psicologica per capire i personaggi e quindi aspetti della trama che passano quasi in secondo piano. Ma la delusione maggiore è stata non trovarla in Danny che è l'unico personaggio che meritava davvero un maggiore spessore.
Non parliamo poi dell'assassino...su quello non ho parole, le vicende legate a lui sono quasi inesistenti, sembra quasi che nemmeno lui abbia fatto quel che ha fatto...
Forse la Graham ha voluto mettere in evidenza la storia del terrorismo in Irlanda, ma ha tralasciato che a volte articolare meglio e  più in profondità i sentimenti e la psicologia dei personaggi rende molto di più che raccontare la storia e basta.
Ma come sempre questo è il mio contestabilissimo parere !
Voto: 

Nessun commento: